Sousa e il suo 4-4-1-1, nasce la nuova Fiorentina

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La partita con il Barcellona ci apre all’analisi tattica della nuova Fiorentina guidata da Paulo Sousa. Il mister portoghese ha un’idea tattica molto ben definita di calcio, un’idea moderna e al passo coi tempi che noi proviamo a sviscerare qui, tenendo conto di aver visto una sola gara della viola finora e dunque rischiando un attimo sotto il profilo dell’esattezza a vantaggio della tempestività dell’analisi.

Nella gara contro i catalani ci è parso di capire che Sousa voglia avere un giusto mix tra giovani e veterani, utilizzando e sfruttando al massimo il talento dei primi e l’esperienza dei secondi. Prova ne è che Bernardeschi e Babacar sono apparsi da subito al centro del progetto tecnico-tattico di questa nuova stagione.

IL MUST: LINEA DIFENSIVA A 4

Come spesso ci siamo trovati a descrivere la linea 4 dietro è un must anche per Sousa; difensori rocciosi e marcatori che sappiano comunque spingere se necessario (ma non indispensabile). I due centrali difensivi devono essere ben strutturati e offrire garanzie al portiere che a volte viene chiamato all’uscita alta e deve essere il vero padrone di casa in area piccola. In questo la coppia Rodriguez-Astori ci sembra la meglio assortita. Sugli esterni invece, i due terzini devono essere sicuramente bravissima in marcatura, il loro compito principale in questa prima uscita ci è sembrato saper difendere. Poi se uno dei due (Pasqual, ndr) o meglio tutti e due sanno anche spingere allora si possono sviluppare diverse soluzioni sulle catene esterne che prevedono la sovrapposizione.

MEDIANA A 2/4

 

I due centrocampisti centrali toccano una marea di palloni, essendo chiamati spesso a manovrare soprattutto in fase di transizione positiva (quando cioè viene recuperata la palla dalla propria squadra); Borja Valero sembra in questo essere imprescindibile, per l’altro ruolo, il centro sinistro invece Badelj e Mario Suarez rimangono in forte competizione, con il primo che potrebbe aver pagato lo scotto della passata stagione, quando in alcune gare fondamentali (vedi la debacle nella gara d’andata di Europa League contro il Siviglia), ha mancato completamente la prestazione. Sembra che questo ragazzo manchi un attimo di personalità, qualità che a Suarez al contrario abbonda in gran misura. Passando agli esterni invece, si è visto un Joaquin in grandissima forma e di conseguenza candidato alla titolarità sull’out di destra, unico dubbio la tenuta fisica dello spagnolo non sempre al 100%; a destra invece spunta il giovane Bernardeschi che sembra avviato verso l’anno della consacrazione e a testimoniarlo il numero 10 che porta sulle spalle, che fu non dimentichiamolo di Roby Baggio.

TREQUARTISTA

Ruolo fondamentale, deve fare da collante tra i reparti e sapersi integrare perfettamente con il resto della formazione. Deve avere la personalità di prendere palla quando serve, catalizzando l’azione, la bravura nel restituire l’uno-due quando richiesto, l’istinto del gol e la rapacità di buttarsi nello spazio in area, creando il vuoto dietro per gli inserimenti dei compagni.

PUNTA: PRESSING FINO A META’ CAMPO

La punta deve sacrificarsi, deve farlo in fase di non possesso andando a rompere le scatole a chi imposta nella squadra avversaria. In area poi deve muoversi molto, possibile che segni anche meno dei compagni. Occhio anche al contropiede, spesso infatti il mediano recuperata palla, lancia senza guardare in avanti sperando magari nell’errore degli avversari e la concretizzazione del contropiede. In questo Babacar e Rossi hanno due diversi modi (viste la qualità fisiche) ma riescono entrambe a dare profondità all'azione.