1-4-3-3 il Vicenza dei miracoli di Pasquale Marino

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In un campionato lungo e duro come la Serie B non sempre le aspettative corrispondono con la realtà dei fatti e la storia della stagione si sviluppa su binari che con la gloria hanno poco a che fare; così nella maggior parte dei casi si hanno due strade che partono da un unico assunto: cacciare la guida tecnica. Una volta fatto questo passo i due percorsi come detto sono: prendere un mister conservativo da classico 4-4-2 e tirare la carretta fino a fine stagione sperando in un’ipotetica salvezza, prendere un mister offensivo e regalare le emozioni che il predecessore non ha saputo dare, portando magari alla gloria (o alla disfatta totale). Marino fa proprio parte di questa categoria, memore forse di un passato da calciatore da trequartista, da numero 10 tutto fantasia, in campo mette la sua passione, l’attacco e lo fa sin dai tempi del Catania, passando per Udine, Parma e via discorrendo.

DIFESA A 4 UN MUST

Se le maggiori squadre in Europa giocano a 4 dietro un motivo evidentemente dovrà pur esserci; certo il Vicenza per vedere l’Europa ci metterà qualche anno (nella migliore delle ipotesi) ma ciò che conta è essere convinti delle proprie capacità. Bene in questo Marino è un vero drago e la consapevolezza di essere un grande allenatore gli da la confidenza giusta per fidarsi del suo 4-3-3. Terzini che abbiano il senso della fase offensiva ma che sappiano coprire e bene, in questo a destra praticamente c’è solo Sampirisi, dato che Brighenti occupa stabilmente la zona del centro destra. La parte mancina invece è la più ballerina con l’esterno ricoperto ora da Garcia ora da D’Elia e il ruolo di centrale sinistro che può avere più interpreti. Di sicuro c’è che i difensori che usa Marino devono saper difendere bene bene.

MEDIANA A 3 E VIA DI GOL

 

I mediani di Marino sin dai tempi di Catania devono avere una caratteristica particolare: devono saper far gol. Questo perché, gli inserimenti senza palla e i tiri da fuori, sono i jolly preferiti dal mister che quindi in quei ruoli vuole gente dal piedi non buono, ottimo! Il trio e dunque fatto: Moretti regista, Di Gennaro e Cinelli interni (mezzali). Sono 8 i gol finora arrivati da quella zona 6 dei quali a fattura Moretti, uno di quesi centrocampisti che se ha la fiducia totale ti può dare quel quid in più che in pochi riescono a garantire in mediana in un campionato pesante e difficile come quello cadetto.

3 CAVALLI DI RAZZA IN ATTACCO

Era il trio Mascara-Spinesi-Martinez adesso si chiamano Giacomelli-Cocco-Laverone ma l’equazione ha sempre le stesse variabili: esterni imprevedibile e dal cross/gol facile, punta centrale da doppia cifra. E’ uno spartito che si suona da solo, basti pensare ad un piccolo particolare: prima dell’arrivo di Marino in panca Cocco aveva messo a segno “solo” 2 reti in 12 partite, lo score recita 16 marcature adesso e il campionato deve ancora finire. Ariete pesante, dalle ottime doti di testa e piede, coadiuvato a esterni che creano la superiorità e saltano spesso il diretto marcatore nell’1 vs 1. L'ariete titolare Cocco ha un suo validissimo equivalente in panca che risponde al nome di Andrea Petagna scuola Milan e osservato speciale di Galliani, che alla presentazione delle maglie della nuova stagione di due anni fa ebbe parole da padre nei suoi confronti, segno di quanto i rossoneri credessero nelle sue qualità.

ARMA SEGRETA

Come detto sopra la punta centrale è chiaramente la vera spina nel fianco, ma in questa stagione il vero e proprio jolly di cui parlavamo prima è il metodista Moretti che grazie ai suoi gol ed alla sua qualità ha davvero dato una marcia in più a questo Vicenza. Tira anche le punizioni, che male non fa.