Il nuovo Toro 4-3-3 con il sergente Mihajlovic in panca

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Guardando l'ultima amichevole che il Torino ha disputato contro l'Hull City e che ha vinto per 2-1 (Belotti, Hernandez, Bovo) emergono grandi differenze tattiche con la gestione precedente di Giampiero Ventura, che nella sua storia granata, dal 4-4-2 iniziale modello Bari e Pisa si era poi evoluto al 3-5-2 con il duo Immobile-Cerci davanti, ma mai aveva profetato un 4-3-3 che invece adesso è il modulo base da cui parte il tecnico serbo, il quale aveva trovato gloria ai tempi di Catania con questa scelta.

Indubbiamente il Toro modello Sinisa è più "incazzato" del precedente, sembra proprio un toro di quelli che girano per le strade di Pamplona a San Firmino. Caccia all'uomo sempre e ovunque con pressing asfissiante sin dalla prima linea in fase di non possesso palla.

Interessante anche in fase di possesso palla la propensione/propulsione offensiva sugli esterni e le continue sollecitazioni ai giocatori laterali.

Ma proprio questo andare in avanti sembra far scoprire i punti deboli nei quali gli avversari possono inserirsi per far male alla difesa granata non certo apparsa per il momento impenetrabile ed alla ricerca di un numero 1 che possa guadagnarsi la fiducia del tecnico, con Padelli e Gomis che forse non hanno convinto fino in fondo.

Proviamo ad analizzare dunque un po' meglio, quelli che sono i movimenti e i meccanismi di questo nuovo Toro targato Mihajlovic.

 

DIFESA A 4

Mihajlovic ha pensato ad una linea a 4 con due terzini di spinta e molto veloci, che nell'idea del tecnico sarebbero Bruno Peres e Avelar sempre che il primo rimanga a Torino, altrimenti ci sarà Zappacosta su quel versante destro e Gaston Silva a sinistra adattato laterale.

In mezzo i due centrali devono essere assortiti tra uno che viaggia un po' più veloce per poter recuperare su eventuali contropiedi e l'altro più forte di testa. In realtà al momento le caratteristiche di "velocista" sono appannaggio di Moretti che centrale puro a 4 non è ma che può ricoprire bene quel ruolo, detto che Gaston Silva se non fosse disponibile Maksimovic potrebbe giocare anche lì. Si attende poi il recupero di Jansson.

CENTROCAMPO A 3 CON FOSFORO, QUALITA' E POLMONI

Aver acquisito per 1,2MLN di euro le prestazioni di un metodista come Tachtsidis ci da il termometro di cosa vuole Sinisa dal suo metodista: grande fisicità ma piedi buoni, deve essere un ottimo recuperatore di palloni ma anche un eccellente smistatore di palloni. Le mezzali invece devono avere piedi buoni e grande propensione al pressing in fase di non possesso, il gol del vantaggio propiziato da Baselli è indice di ciò che chiede il mister: verticalizzazioni improvvise per Belotti che deve farsi trovare in area tagliando dietro la linea dei difensori.

ATTACCO A 3 TUTTO FANTASIA E GOL

Belotti è il punto di riferimento centrale, deve pressare in fase di non possesso e farsi trovare pronto quando c'è da buttarla dentro. A sinistra agisce Ljajic che dotato di grande qualità non solo deve creare la superiorità numerica ma deve anche tentare il tiro spesso, nonché calciare le punizioni. Dall'altro lato c'è Iago Falque anche lui chiamato a trovare la superiorità. Occhio poi a Martinez e Boyé che sono valide alternative sulle fasce.

TEMI TATTICI

Si sfrutta molto il centro del campo, con gli interni che si propongono spesso per lo scambio e gli esterni d’attacco che rientrano per dettare la verticalizzazione ai difensori centrali ove questi non trovassero spazi per giocarla sugli esterni. Il metodista si abbassa anche sulla linea dei centrali per consentire ai terzini di salire sulla linea dei mediani. 

I terzini devono stare molto larghi e sono chiamati a sovrapporsi sempre anche contemporaneamente, impostazione molto offensiva che però va calibrata perché rischia di sbilanciare la squadra come nell'occasione che ha portato all'ammonizione di Gaston Silva, propiziata anche dal fatto che le mezzali attaccano molto alzando il baricentro della squadra ma scoprendo corridoi interessanti per gli avversari al centro del campo.

Gli esterni offensivi stando larghi possono avere più opzioni: il rientro e il tiro, lo scambio con il terzino che si sovrappone, l'uno contro uno per cercare la superiorità. Interessante la seconda opzione che si è vista nell'azione in cui Ljajic rientra, Silva si butta nello spazio portandosi l’uomo, l’esterno scarica in porta guadagnando un angolo. 

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