1-3-5-2 Romaniello, il Conte del giorne C di Lega Pro

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La Casertana di Nicola Romaniello è una classica squadra di Lega Pro ben assortita con un organico completo e qualche pedina davvero imprescindibile. Il tecnico dei campani ha definito un 3-5-2 classico con un terzino fluidificante sulla sinistra ed un attaccante tornante a destra, il tutto condito da un fulcro del gioco in mezzo al campo a fungere da metronomo per le azioni offensive, fine dispensatore di palloni e assist per i compagni. Modulo che in fase di non posseso, in fase difensiva cioè, diventa un 5-3-2 con gli esterni che si abbassano sulla linea dei difensori.     

Un squadra che va attenzionata particolarmente, anche perché in avanti ha una batteria di punte molto eterogenea con giocatori come Negro dal baricentro basso, De Angelis classica punta completa, Alfageme torre di riferimento alla Llorente, Diakite giocatore dal sinistro fulmineo e dalla buona tecnica.

Insomma una squadra che sa dare del tu al pallone, adottando un buon palleggio per la categoria e che sa sfruttare le individualità che ci sono e possono fare la differenza.

DIFESA A 3 ALLA CONTE

La difesa formata da Rainone-Idda-Murolo costituisce il trio imprescindibile su cui si fonda la sicurezza arretrata di Romaniello. L'azione parte sempre dai loro piedi per raggiungere il sinistro di Capodaglio o se pressato, gli eterni Tito o Mangiacasale. Un po' in affanno se puntato in velocità Murolo, date le sue doti sviluppate in altezza e che dunque lo penalizzano nell'uno contro uno, dove invece risulta essere ben messo Idda difficile da affrontare e saltare.

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Sousa e il suo 4-4-1-1, nasce la nuova Fiorentina

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La partita con il Barcellona ci apre all’analisi tattica della nuova Fiorentina guidata da Paulo Sousa. Il mister portoghese ha un’idea tattica molto ben definita di calcio, un’idea moderna e al passo coi tempi che noi proviamo a sviscerare qui, tenendo conto di aver visto una sola gara della viola finora e dunque rischiando un attimo sotto il profilo dell’esattezza a vantaggio della tempestività dell’analisi.

Nella gara contro i catalani ci è parso di capire che Sousa voglia avere un giusto mix tra giovani e veterani, utilizzando e sfruttando al massimo il talento dei primi e l’esperienza dei secondi. Prova ne è che Bernardeschi e Babacar sono apparsi da subito al centro del progetto tecnico-tattico di questa nuova stagione.

IL MUST: LINEA DIFENSIVA A 4

Come spesso ci siamo trovati a descrivere la linea 4 dietro è un must anche per Sousa; difensori rocciosi e marcatori che sappiano comunque spingere se necessario (ma non indispensabile). I due centrali difensivi devono essere ben strutturati e offrire garanzie al portiere che a volte viene chiamato all’uscita alta e deve essere il vero padrone di casa in area piccola. In questo la coppia Rodriguez-Astori ci sembra la meglio assortita. Sugli esterni invece, i due terzini devono essere sicuramente bravissima in marcatura, il loro compito principale in questa prima uscita ci è sembrato saper difendere. Poi se uno dei due (Pasqual, ndr) o meglio tutti e due sanno anche spingere allora si possono sviluppare diverse soluzioni sulle catene esterne che prevedono la sovrapposizione.

MEDIANA A 2/4

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1-4-3-3 il Vicenza dei miracoli di Pasquale Marino

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In un campionato lungo e duro come la Serie B non sempre le aspettative corrispondono con la realtà dei fatti e la storia della stagione si sviluppa su binari che con la gloria hanno poco a che fare; così nella maggior parte dei casi si hanno due strade che partono da un unico assunto: cacciare la guida tecnica. Una volta fatto questo passo i due percorsi come detto sono: prendere un mister conservativo da classico 4-4-2 e tirare la carretta fino a fine stagione sperando in un’ipotetica salvezza, prendere un mister offensivo e regalare le emozioni che il predecessore non ha saputo dare, portando magari alla gloria (o alla disfatta totale). Marino fa proprio parte di questa categoria, memore forse di un passato da calciatore da trequartista, da numero 10 tutto fantasia, in campo mette la sua passione, l’attacco e lo fa sin dai tempi del Catania, passando per Udine, Parma e via discorrendo.

DIFESA A 4 UN MUST

Se le maggiori squadre in Europa giocano a 4 dietro un motivo evidentemente dovrà pur esserci; certo il Vicenza per vedere l’Europa ci metterà qualche anno (nella migliore delle ipotesi) ma ciò che conta è essere convinti delle proprie capacità. Bene in questo Marino è un vero drago e la consapevolezza di essere un grande allenatore gli da la confidenza giusta per fidarsi del suo 4-3-3. Terzini che abbiano il senso della fase offensiva ma che sappiano coprire e bene, in questo a destra praticamente c’è solo Sampirisi, dato che Brighenti occupa stabilmente la zona del centro destra. La parte mancina invece è la più ballerina con l’esterno ricoperto ora da Garcia ora da D’Elia e il ruolo di centrale sinistro che può avere più interpreti. Di sicuro c’è che i difensori che usa Marino devono saper difendere bene bene.

MEDIANA A 3 E VIA DI GOL

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1-4-3-3 labronico di Carmine Gautieri

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Stagione importante quella livornese, con il Presidente Spinelli che gongola per la posizione (alta) tenuta fino a questo momento in classifica e mister Gautieri che vede incarnarsi anime e cuore le sue idee di calcio. E’ un Livorno operaio, fatto di “vecchi” marpioni della cadetteria (Vantaggiato, Cutolo, Luci ed Emerson) e di talenti niente male, che scopriremo insieme approfondendo meglio le caratteristiche di questa formazione.

Un gioco semplice che però, produce eccome i suoi frutti aggrappandosi appunto all’esperienza e al sacrificio (unica vera arma per far bene in Serie B) che possono offrire i veterani su cui si regge l’impalcatura costruita da Gautieri. Approfondiamo dunque il discorso, entrando nel merito tattico della stagione labronica.

 

DIFESA A 4 MA CON QUALCHE PATEMA

E’ una difesa classica con i 4 dietro in linea, terzini che sanno spingere più dal lato sinistro, con  Lambrughi in campo c’è anche la possibilità del lancio per la punta o l’esterno. Emerson e Bernardini offrono il giusto mix di altezza-rapidità con il primo dalle leve piccole che riesce a sprintare di più rispetto al secondo. Maicon ex Reggina invece offre anche lui buone garanzie sulla destra ma deve crescere.

 

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1-4-1-4-1 di Castori e il lancio a Mbakogu

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La vera sorpresa dell’anno di questa Serie B è senza ombra di dubbio il Carpi del navigato Castori. Modulo solido, un 4-1-4-1 o 4-5-1 che dir si voglia, con un metodista al centro delle operazioni e una punta centrale in grado di spaccare le difese avversarie. Ma quali sono i segreti di questa squadra che ha sconvolto il campionato comandando la classifica in cadetteria a +6 dalla seconda? Andiamo ad analizzare in dettaglio i biancorossi, mettendo in evidenza i punti di forza e cercando qualche punto debole, ove questo sia evidente.

SOLIDA DIFESA PER UNA SOLIDA REALTA’

Tutto, come spesso succede nel calcio italiano, parte da dietro. Il sistema difensivo voluto da Castori prevede il difendere a 11, il primo difensore e infatti Mbakogu che, guarda caso, figura avere già raccolto in 23 gare 5 gialli, proprio come Gagliolo che però qualche motivo in più per essere ammonito ce l’ha giocando a terzino. Spazi chiusi dunque ed ecco spiegato perché dei 20 gol subito circa la metà sono arrivati o su rigore o su sviluppi sul calcio di da fermo. Insomma una squadra che ha la miglior difesa dopo il Modena che però segna la metà. Entrando nello specifico, normalmente la difesa gioca a 4, ma può anche essere schierata a 3 per necessità con Gagliolo e Letizia che possono giocare anche sulla linea dei 5 in mediana nel 3-5-2.

 

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