Il Catania di mister Rigoli 4-3-3 con la massima versatilità

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Le amichevoli estive sono sempre il primo test per capire come una squadra vorrà affrontare l'intera stagione e mercato permettendo, arrivati al 15 di agosto ormai i giochi sono pressoché fatti, soprattutto se nel frattempo si è avuto modo di affrontare il primo impegno ufficiale di Coppa Italia.

Analizziamo qui il Catania 4-3-3 di mister Rigoli che ha affrontato diverse amichevoli (di modesto tono) e la prima gara ufficiale di Coppa Italia contro il Siracusa. Un Catania costruito con la solita sapienza certosina e competenza di Pietro Lo Monaco, vero artefice di quel Catania da Serie A che ha fatto sognare una città intera solo fino a qualche anno fa e che oggi è ormai un lontano ricordo.

Rigoli viene dall'esperienza di Agrigento dove dopo aver rilevato la squadre dalle mani di Legrottaglie ne ha trasformato l'anima puntando molto tra gli altri, su Andrea Di Grazia che infatti oggi è uno dei gioiellini più in vista dello scacchiere etneo.

Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio ciò che calciocalcio.net ha seguito live dal De Simone di Siracusa e ciò che si è riusciti a carpire finora dalle altre amichevoli.

LINEA A 4 DIFENSIVA

Indubbiamente la linea a 4 dona una certa sicurezza dietro a Pisseri nella difesa dei pali. Quello che Rigoli chiede è un duo di centrali abili nel giocare la palla con i piedi e molto alti per poter anticipare di testa gli avversari. Contro il Siracusa il miglior interprete in campo è stato tra i due, Bastrini, vero regista arretrato della squadra etnea.

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La Samp 4-3-1-2 targata Giampaolo (e Micarelli)

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Prende corpo la nuova Sampdoria di Marco Giampaolo e del braccio destro Fabio Micarelli, che proprio domani affronterà nel Trofeo Gamper addirittura il Barcellona di Leo Messi (e Luis Enrique). La squadra del Presidente Massimo Ferrero, viaggia ad un buon ritmo di amichevoli in questo pre-season e quello di domani, sarà certamente un test più che probante nel quale vedremo il coraggio e la determinazione nel perseguire un obbiettivo tecnico-tattico (siamo sicuri non sarà un 11 dietro la palla e 4 su Messi che se ha vinto 5 palloni d’oro un motivo ci sarà).

Avendo terminato una stagione meravigliosa all’Empoli, senza dubbio la migliore della propria carriera, Giampaolo & Co. finora hanno riproposto un 4-3-1-2 molto definito in fase di possesso palla e apprezzabile per la continua ricerca della verticalizzazione in fase di possesso e transizione positiva.

Indubbiamente sono cambiati gli attori, non ci sono più i Saponara, i Paredes e i Zielinski per dire tre nomi di cui solo il primo è rimasto in Toscana (Paredes è tornato a Roma mentre Piotr è stato acquisito dal Napoli per 12MLN “mica cotica”) e questo la dice lunga sul talento dei tre tenori.

Ma in vista della prossima stagione 2016/2017 che si preannuncia più bella che mai (Juventus esclusa dai giochi per manifesta superiorità) proviamo a capire le caratteristiche della nuova Sampdoria analizzando le prime amichevoli finora giocate dai blucerchiati.

 

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Il nuovo Toro 4-3-3 con il sergente Mihajlovic in panca

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Guardando l'ultima amichevole che il Torino ha disputato contro l'Hull City e che ha vinto per 2-1 (Belotti, Hernandez, Bovo) emergono grandi differenze tattiche con la gestione precedente di Giampiero Ventura, che nella sua storia granata, dal 4-4-2 iniziale modello Bari e Pisa si era poi evoluto al 3-5-2 con il duo Immobile-Cerci davanti, ma mai aveva profetato un 4-3-3 che invece adesso è il modulo base da cui parte il tecnico serbo, il quale aveva trovato gloria ai tempi di Catania con questa scelta.

Indubbiamente il Toro modello Sinisa è più "incazzato" del precedente, sembra proprio un toro di quelli che girano per le strade di Pamplona a San Firmino. Caccia all'uomo sempre e ovunque con pressing asfissiante sin dalla prima linea in fase di non possesso palla.

Interessante anche in fase di possesso palla la propensione/propulsione offensiva sugli esterni e le continue sollecitazioni ai giocatori laterali.

Ma proprio questo andare in avanti sembra far scoprire i punti deboli nei quali gli avversari possono inserirsi per far male alla difesa granata non certo apparsa per il momento impenetrabile ed alla ricerca di un numero 1 che possa guadagnarsi la fiducia del tecnico, con Padelli e Gomis che forse non hanno convinto fino in fondo.

Proviamo ad analizzare dunque un po' meglio, quelli che sono i movimenti e i meccanismi di questo nuovo Toro targato Mihajlovic.

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IL 3-5-2 DI ANTONIO CONTE MA JACK E PAVO SONO A CASA

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A poco più di una settimana dal debutto ad Euro 2016 in Francia, analizziamo e proviamo a dare lettura tattica delle scelte effettuate dal CT Antonio Conte, prossimo allenatore del Chelsea.

Il mister come tutti noi abbiamo ben presente, ha fatto le sue recenti fortune con il 3-5-2 suo marchio di fabbrica per far ritornare ai vertici del calcio nazionale la Juventus ed è proprio su quest’onda che bisogna interpretare le convocazioni per Euro 2016.

MODULO BASE: 3-5-2

Buffon; Barzagli-Bonucci-Chiellini; Candreva-Parolo-Thiago Motta-De Rossi-El Shaarawy; Pellè-Eder diciamo che leggendo da destra verso sinistra, nella testa di Antonio Conte potrebbe esserci questa formazione “titolare” un po' spregiudicata. In difesa tutto confermato, blocco Juve, perché squadra che vince non si cambia e perché francamente oltre questi qui di titolari c’è ben poco, forse Acerbi o Tonelli avrebbero potuto tenere botta ma di esperienza internazionale ben poca. Alcuni proponevano Rugani per Ogbonna cambia qualcosa? C’è solo da mettersi il rosario in mano e pregare in tutte le lingue del mondo che nessuno dei tre prenda il raffreddore, soprattutto Barzagli e Chiellini perché in caso di febbre di Bonucci giocherebbe De Rossi e il ruolo di play maker difensivo sarebbe comunque preservato.

In mediana salvata la coppia Candreva-Parolo sulla destra, così nella Lazio altrettanto nella Nazionale, ci si attende molto dal loro rodaggio ormai di due stagioni, Thiago Motta ha il peso della 10 che questa volta è da leggere più in maniera ordinaria che “folle”, al brasiliano infatti si richiedono tempi di gioco intelligenti e solo chi ha vinto come lui può dare vista l’assenza di Pirlo. Interno sinistro probabilmente De Rossi ma con licenza di vederci Giaccherini con El Shaarawy resuscitato sulla sinistra. Ovviamente pensando all'italiana uno dei due esterni di centrocampo, Candreva o El Shaarawy (più forse il secondo) potrebbero/dovrebbero lasciare il posto a un terzino puro tra Florenzi, Darmian o De Sciglio questo per garantire più equilibrio, ma starà alla fantasia e alla spregiudicatezza o meno di Conte la scelta.

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1-4-2-3-1 il Parma di Apolloni che domina la D

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Fa sempre un certo effetto vedere determinate squadre navigare in campionati come quelli di Serie D ed il Parma fa certo parte di questo novero di nobili decadute. La decadenza però, per fortuna dei tifosi e di chi ama il calcio, riguarda solo la serie di gioco nel caso della squadra di Gigi Apolloni, che invece in campo gioca e diverte con un 4-2-3-1 tutto tecnica, sovrapposizioni e qualità offensive. Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio i temi tattici di questo Parma.

DIFESA A 4 COL GURU LUCARELLI

La difesa è la classica a 4 con due "centraloni" possenti e alti come Lucarelli e Cacioli, il primo più dotato tecnicamente, il secondo invece con qualche centimetro in più del compagno e meno classe, molta meno, nei piedi.

I terzini devono avere caratteristiche ben precise: giocare sulla fascia di pertinenza al proprio piede (mancino sulla fascia sinistra, destrorso sulla fascia destra), sapersi sovrapporre all'interno o all'esterno, avere buone doti tecniche. Spesso infatti l'azione parte dal terzino che appoggia al medino davanti la difesa.

CENTROCAMPO A 2 CHE DIVENTA A 4

I due mediani oltre ovviamente al compito di fungere da frangiflutti davanti la difesa, devono impostare spesso l'azione ricevendo dal terzino e verticalizzando subito per uno dei 3 trequartisti.

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