Farewell Serie A

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Come tutti i finale di stagione cala il sipario, come dopo il finale di uno spettacolo teatrale, il finale dell’opera dei Pupi siciliana con l’Orlando acerrimo nemico di Medoro che ne causerà la follia.

A colpi di scimitarra quest’anno se le sono suonate di santa ragione, si sono scambiate la testa della classifica ma alla fine l’ha spuntata come da 7 anni a questa parte la Vecchia Signora alla quale O Ciucc s’è potuto solo inchinare nelle battute finali.

Fatturato, fattura malefica o cosa sia noi non sappiamo di sicuro c’è che Allegri è un duro, non molla mai e sa trasmettere questa sua caratteristica ai suoi giocatori riuscendo a invaghirli meglio e di più di Ambra di Non è la Rai.

Questa non è la Rai è la Serie A e quest’anno ci ha fatti divertire di brutto, con quella suspance dell’ultima giornata che ha decretato la fine dei giochi per il Crotone battutosi valorosamente fino a consegnare all’Inter la possibilità di giocarsi l’accesso alla Champions, c’è chi dice che dopo questa Zenga prima o poi allenerà davvero la beneamata.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova, ognuno a godersi la gara speciale della propria squadra, a tifare a soffrire, a crederci sempre anche quando l’Aquila abbatte 6-2 le Streghe ma finisce preda del serpente lombardo.

 

Ma ogni storia la stessa illusione, sua conclusione e così finisce anche questa stagione dobbiamo ringraziare Sarri per aver fatto giocare il più bel calcio d’Italia al Napoli, ringraziamo Spalletti per aver risollevato le sorti dell’Inter e aver valorizzato calciatori come Skriniar e Cancelo che rappresentano tra i migliori difensori al mondo al momento, ringraziamo Gasperini per aver reso la stagione della Dea divina e aver ritrovato il talento Ilicic e aver fatto esplodere Cristante, più aver dato fiducia ad una serie di illustri sconosciuti sulla fasce. Ringraziamo anche il Benevento per averci donato la propria tifoseria e Diabaté. Ringraziamo Luis Alberto e Dio per avergli donato quel talento che ha, Immobile e Quagliarella per la caterva di gol, Handanovic e Alisson per le sue parate, Koulibaly per la sua possenza fisica, Barak e Khedira per la loro vena realizzativa dalla mediana e tutti gli altri di cui ora non scriviamo.

Siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa il ramo del calcio dal quale spunta già un germoglio per la prossima stagione e riporta su di una sua faccia il volto rassicurante di Carletto Ancelotti sicuro protagonista di una Serie A che attende da troppo di tornare ad essere il campionato più bello del mondo.

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