The day after: l’Italia riparte dai pilastri e sogna il mondiale, ma davvero avrebbe dovuto perdere con la Germania?

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I commenti post partita sono sempre i più semplici e banali, “se avesse fatto” “se avesse detto” “se avesse tirato”, ma mai più che l’autocritica costruttiva potrebbe servire in questo momento ad analizzare un un’uscita dai quarti per certi versi ridicola e tecnicamente imbarazzante (i rigori di Zaza e Pellè) quanto stoica e contro molte aspettative. Quello che  vi proponiamo dunque è un’analisi cinica della gara contro la Germania e un prospetto integrale dell’Italia che verrà, quella di Ventura.

ITALIA-GERMANIA POTEVA FINIRE AI REGOLAMENTARI

Durante la gara c’era già la sensazione del lasciare qualcosa di intentato di cui ci si sarebbe potuti pentire alla fine. In una partita di calcio infatti, non a caso si possono effettuare le sostituzioni in numero di 3, proprio perché in alcuni casi potrebbe necessitare energia fresca da iniettare nel motore di una squadra sfiancata e poco lucida.

Diciamo che un po’ tutto intorno al 70’ ci siamo chiesti perché non potesse entrare Insigne “il Magnifico” in luogo di un esanime Eder, per dare negli ultimi trenta metri quella verve offfensiva dissipata durante l’arco antecedente di partita. Oppure perché non El Shaarawy in luogo di De Sciglio eroso dall’ammonizione rimediata seppur autore di una partita sopra la media (sicuramente dei compagni).

A fine gara scopriremo che Sturaro ha giocato in condizioni pietose ed è questo l’unico motivo per cui il ct Conte non ha deciso per una sostituzione di entrambe i giocatori, ma almeno uno dei due (Eder più del “Faraone”) andava certamente rilevato. Certo con quel pizzico di coraggio in più si poteva osare il doppio cambio che avrebbe consentito di rialzare la fascia mancina italiana andata in apnea da un certo momento in poi. Sia chiaro, con i se e con i ma non si va avanti, ma certo la lettura non appare così peregrina e siamo certi che a Conte in conferenza stampa se invece di fare dei complimenti stucchevoli quanto scontati si fosse chiesto qualcosa di più tattico, saremmo qui a discernere di argomenti supportati dai commenti tecnici del ct.

BUFFON E LA STRIGLIATA AI RIGORISTI

Gigi ha il cuore buono e non ha calcato molto la mano, ma di sicuro fa specie che alla lotteria dei rigori, con la fortuna che gira totalmente a tuo favore, attaccanti del calibro di Pellè e Zaza non riescano a metterla dentro. Perché diciamoci la verità, che Bonucci la tirava dall’altro lato oltre che Neuer lo sapevamo un po’ tutti, del resto il prode Leonardo le palle oltre che respingerle di testa e piede ad ogni assalto avversario, le aveva già messe sul piatto al minuto 78 quando gli Eder e i Pellè più codardi si erano tirati indietro oscurati dalla personalità del centrale juventino, che prende palla, la posiziona e infilza il biondo tedesco con un tiro da vero bomber.

Rivedendo i rigori storici di Pellè (forse anche pochini) lo scavetto sarebbe stata l’unica scelta possibile, ma più che mimarlo Graziano, per poi fare quella cagata, avrebbe dovuto eseguirlo alla perfezione e la palla sarebbe andata dentro senza problemi. Lasciamo poi stare il rigore di Zaza, che solo di preparazione merita un 10 in balletto tribale e non veniteci a dire che adesso tutti ce l’hanno con lui e prima lo adoravano, perché uno che tira quei rigori lì va accompagnato in una casa di cura per ex trapezisti di circo.

VENTURA LET’S GO

Si riparte dunque dallo Giampierone nazionale, uno che in carriera non ha praticamente vinto una mazza in campo internazionale, che non ha mai allenato una squadra di un certo calibro, che potrà fare felice Urbano Cairo indubbiamente (ci attendiamo numerose chiamate di giocatori del Torino nelle prossime selezioni, Benassi, Zappacosta, Belotti, Baselli e chissà chi altri). Certo in campo Ventura metterà l’esperienza racimolata in questi anni ma cos’altro in più? Siamo molto curiosi di vederlo, speriamo solo non porti la cattiva sorte di cui il Torino quest’anno è andata ghiotto, con tutti gli infortuni che ha registrato.

Venendo alla tattica, si potrebbe ripartire dal 3-5-2 trasformazione alla quale Ventura è stato condotto dal duo Immobile-Cerci e dalla quale il mister genovese non si è più spostato con l’integrazione di Avelar, Bruno Peres, Zappacosta, Molinaro sugli esterni e gli attaccanti centrali Maxi Lopez, Belotti, Immobile, Martinez (a coppie di 2). Parafrasando l’Italia di oggi potrebbe starci un Buffon; Barzagli-Bonucci-Chiellini; Candreva-Parolo (Baselli)-Verratti-Marchisio-Darmian; Immobile-Belotti. Crediamo di non andare molto lontani da quella che sarà l’Italia del dopo Conte, che a Bari vedrà il suo esordio il prossimo settembre.

Un consiglio? Allenarsi sui rigori, sembra un dettaglio ma a quanto pare fa la differenza.

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