INTERVISTA - Atzori:"Conte meraviglioso, sì al 3-5-2 ma con la testa. Vi segnalo Dell'Orco e peccato per Edu Vargas. Roma no Pjanic alla Juve che deve tenere Pogba. Sarà l'anno della Spal?..."

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In attesa di risalire sulla giostra delle emozioni che danno le partite vissute dalla panchina, Gianluca Atzori ha parlato di moltissimi temi in esclusiva per i lettori di calciocalcio.net. Dal momento del calcio globale al made in Italy rivalutato e sempre sulla cresta dell’onda con gli Europei. Dal campionato di Serie A, a quello di B e lega Pro, passando per la MLS e la Copa America per finire ai nuovi talenti.

Tiki-taka contro organizzazione e polmoni, hanno vinto i secondi in Italia-Spagna, il Leicester vince in Premier, la Juventus è una squadra molto fisica e ha vinto in Italia, l’Atletico è arrivato in finale di UCL e all’Europeo l’Islanda sta facendo un miracolo, quanto pesa la tecnica e quanto la fisicità nel 2016 nel calcio?

Indubbiamente la fisicità in questi ultimi anni sta pesando davvero tanto e gli esempi fatti ne sono la testimonianza. Anche la tecnica però ha il suo peso perché l’una non può escludere l’altra e infatti la UCL alla fine, l’ha vinta il Real Madrid che coniuga bene le due cose. Correlato indissolubilmente a questi due aspetti però c’è la testa. Questi 5 esempi  che facciamo qui, sono realtà dove la testa ha fatto la differenza: all’Europeo la Spagna non aveva la testa e ha perso.

La fisicità e la tecnica devono esser correlate alle motivazioni, alle attenzioni, alla rabbia e alla cattiveria, all’impulso nervoso e a quel pizzico di paura che ti fa stare sveglio. Allegri ad esempio è un allenatore molto bravo in questo e ovviamente Antonio Conte è l’emblema di tutto ciò.

Italia ai quarti di finale di Euro2016, ma si è sempre detto che Conte con la Juventus non vinceva perché giocava col 3-5-2 (modulo che tu conosci bene) secondo alcuni non adatto all’Europa, che ne pensi?

Spero che questi alcuni continuino a pensarla in questa maniera, questo facilita solo noi che crediamo in questo disposizione tattica. Io però penso che il modulo è relativo, perché come dicevo prima conta più la testa, ho visto l’Italia di Conte giocare anche col 4-4-2 o col 4-3-3 e anche la sua Juventus ha cambiato a volte pelle in corsa. Oggi Antonio dimostra di essere un grande in quello che fa e dunque ha ragione lui e un po’ anche quelli che la pensano come lui.

Il made in Italy dunque è alla ribalta: Ranieri al Leicester, Guidolin allo Swansea, Conte al Chelsea e molti altri, cosa esportiamo di nuovo che crea questo appeal?

Più che di nuovo direi che stiamo tornando indietro, perché questo vituperato gioco all’italiana ce lo copiano tutti, che piaccia o meno è così. A dire il vero secondo me Conte non è proprio italiano italiano nell’interpretazione, perché lui sa dare un equilibrio anche alla fase di non possesso. Sono infatti i tempi durante una gara a fare la differenza: quando c’è il tempo per andare a prenderli alti Antonio diventa europeo, quando i tempi non ci sono e la sua squadra si rinchiude nella tua metà campo, tipo Italia-Spagna nel secondo tempo, lui si alza dalla panchina e da indicazioni di stare dietro la linea della palla giocando più sulle ripartenze.

Quando fai il pressing infatti ci vuole il collegamento di tutti i giocatori: va a pressare il primo, che deve essere seguito dal compagno, e poi da un altro e da un altro ancora e così via; ma se pressa solo il primo, allunghi la squadra e l’effetto è solo quello di sfilacciare i reparti subendo la controffensiva.

Hai monitorato la MLS, perché? Cosa sei andato a cercare lì e cosa hai trovato?

Sì è vero, sono andato per cercare qualcosa di nuovo, di innovativo e interessante. Ho cercato di vedere se riuscivo a trovare una squadra, dove quello che veniva provato durante la settimana venisse espresso durante la gara, ma dico subito che non ci sono riuscito. Ho rilevato che c’è un buon livello organizzativo ma lontano ancora da quella che può essere una Serie A. Una cosa che ho rilevato di particolare è che in MLS si esercitano molto in palestra, arrivano addirittura a programmare 1’ 20” di palestra la mattina e 1’ 20” al pomeriggio, insomma una cultura del lavoro fisico ben diversa da quella che abbiamo noi in Italia.

Rapido commento su Argentina-Cile?

Non mi aspettavo la sconfitta dell’Argentina mi sembrava molto più forte, invece il Cile che è anche una grandissima squadra l’ha portata sulla lotteria dei rigori e l’ha vinta. Devo dire anche di aver rivalutato Edu Vargas l’ex Napoli, questo è  un fenomeno mi fa specie che lo abbiamo fatto andar via dall’Italia così presto.

La tua situazione? Ti vedremo allenare quest’anno?

Il puzzle in Serie  B è ormai fatto e si sta completando quello di A. In Svizzera avrei potuto allenare il Lugano, ero anche vicino, poi è andato Manzo, credo a questo punto che inizierò dalla panchina per subentrare eventualmente in corsa se qualche situazione non dovesse andare come previsto.

Catania, Lecce, Alessandria, Livorno, Modena potevano essere piazze interessanti ma la Lega Pro è ormai un campionato difficile da decifrare. Quando ho sentito che Lo Monaco era ritornato al Catania ero contento, perché lui e altri come lui che di calcio capiscono e vivono dovrebbero tornare prepotentemente in questo modo del calcio popolato sempre di più da persone che fanno anche molta fatica a capire il lavoro che esprime un tecnico durante la settimana o che non riescono a sostenere quanto promesso ad inizio stagione con politiche di mercato adeguate. Forse in questi ultimi 4 anni, ho pagato anche un po’ le conseguenze di alcune di queste sfortunate situazioni.

In Serie A stanno arrivando nuovi capitali è più bello sapere che si potrà fare mercato o deprimente sapere che le nostre squadre diventano sempre più straniere?

Che siano più “straniere” non mi interessa ne mi preoccupa, invece che si possa fare mercato sono molto molto felice, perché in Italia c’è un problema economico da ormai diverso tempo, pochi capitali e imprenditori in difficoltà. Sono dunque favorevole purché chi viene da fuori sia una brava persona, seria e con un programma interessante. Credo che l’Inter ad esempio adesso, abbia tutte le carte in regola per fare quello che ha fatto Moratti in passato, però avere i soldi è un bene se si riesce a spendere altrettanto bene. Prendiamo il Real, ha speso bene ha vinto, ma il PSG ha speso molto ma non ha vinto nulla in campo europeo vero obiettivo dichiarato.

Rimanendo in Italia se fossi la Juve non darei via Pogba, perché se voglio arrivare fino in fondo in UCL devo tenerlo. Aggiungo anche che la Roma non doveva in nessun modo dare Pjanic alla Juventus, non avrei rinforzato la prima della classe, lì a Roma giustamente devono ancora riprendersi dallo shock. Certo è che bisogna capire la volontà del giocatore, ma a quel punto lo dai via in un altro campionato

A proposito, la vicenda Higuain?

Su Higuain bisogna capire se lui ha esagerato come richiesta sull’adeguamento del contratto, io se fossi De Laurentis accontenterei  le sue richieste aggiungendo la clausola che “se non mantieni lo standard ti riabbasso lo stipendio”, anzi lancio una provocazione: che bello sarebbe se Higuain, per dare un messaggio di serietà e professionalità, proponesse un contratto dove, stabilendo ad esempio numero di gol fatti e obiettivi di club, questo sia parametrico agli obiettivi raggiunti in positivo e in negativo, una sorta di “non raggiungiamo gli obiettivi, l’anno dopo mi decurto lo stipendio, li raggiungiamo guadagna di conseguenza”. I calciatori così non rischiano mai escluso retrocessioni, attualmente è tutto a tutela loro ai massimi livelli.

Tu che hai praticato anche il campionato di B quest’anno sembra davvero difficile e duro come del resto gli ultimi anni, non ti sembra si sia alzato il tasso tecnico di questo campionato?

La B è difficilissima da quando ci sono le 42 partite, fin quando erano meno era meglio, perché adesso nelle ultime 6-7 partite succede tutto e il contrario di tutto. Prendi il Trapani, stava per andare in A poi l’ha spuntata il Pescara al fotofinish, anche se durante l’anno sono state entrambe anche fuori dalla zona play-off. Due stagioni fa toccò al Carpi, magari quest’anno ci va la Spal con Antenucci e se dovesse arrivare Catellani, insieme formerebbero una bella coppia d’attacco.

Squadre come il Trapani o lo Spezia non rischiano di subire un grosso contraccolpo

Dipende tutto dalle aspettative che creeranno le rispettive società a inizio stagione, quello che rendi pubblico e comunichi come obiettivo societario è importante. Lo Spezia riparte da Iemmello e se aveva Catellani e Calaiò fino a ieri è normale che il ragazzo che bene ha fatto a Foggia deve essere aspettato, perché magari riceverà una pressione molto alta quasi insopportabile, dovrà temprarsi. Del resto ad oggi le aspettative che ci sono a Trapani non possono certo essere le stesse del finale della scorsa stagione, se arrivassero ottavi o sesti non ci sarebbe niente di male anzi, ma ripetere il terzo posto della regualr season è impresa ardua.  

Da ottimo centrale difensivo fai due nomi per calciocalcio.net in A e B di giocatori che hanno dimostrato molto e sono in crescita in quel ruolo.

Acerbi del Sassuolo che ho avuto già alla Reggina lo vedo molto bene ed è in crescita esponenziale parlando di Serie A. Scendendo in cadetteria invece Dell’Orco, l’ultima stagione a Novara, che può giocare anche terzino sinistro è un vero fenomeno, mi è piaciuto moltissimo, lo vorrei in squadra.

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