Perché il fair play in Italia non esiste

Chissà quanti tifosi della Lazio avranno imprecato contro il loro beniamino Miro Klose per aver confessato: “Signor arbitro mi scusi ma ho fatto goal di mano”. Eppure questo dovrebbe essere un gesto normale in uno sport che purtroppo ormai in Italia normale non è. Se pensiamo che ci sono calciatori che nella storia recente hanno avuto il coraggio di vendere le partite per un pugno di migliaia di euro in più rispetto ai loro già ricchissimi emolumenti, capiamo bene che qualcosa qui non va. Di Klose in Italia non ce ne sono, o se ci sono vengono visti anche maluccio da compagni e tifosi, insomma lo si sa, la gente onesta in Italia passa per capra mica per quello che è realmente. La legge del più furbo insomma vince sempre e viene quasi da ridere a pensare che solo qualche giorno fa chi governava quella bella regione italiana (il Lazio) si sia reso protagonista di qualcosa che va oltre i confini della decenza, com’è che lo chiamavano er batman? Sarebbe meglio additarlo con un epiteto più appropriato come Er testa de ca…!

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Fallimento Milan, i flop del berlusconismo continuano inesorabili

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Accento milanese, vestito sempre perfettamente, mai un abito non intonato, una cravatta esotica, anche nell'abbigliamento casual ha nascosto sempre un lato glamour, sciccoso. Berlusconi è stato ed è questo, l'emblema del milanese medio: apparire più che essere. Apparire per un popolo un'ancora di salvezza per una barca che scivola via alla deriva, alla velocità del crescere del debito pubblico. Una nazione affogata dalla politica che si rifugia nella politica, nel politico, nel più grande statista degli ultimi decenni italiani: Silvio Berlusconi.

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Serie A: dopo il mercato parola al campo

La prima giornata dopo il calciomercato ci dirà se le operazioni fatte dai club italiani saranno state provvidenziali o meno. Al di la dei voti dati dagli illustri cronisti, addetti ai lavori quello che conta veramente è il campo e tra oggi e domani capiremo veramente quanto bene o male avrà fatto il mercato alle prestazioni dei vari club.

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Lazio forza 3 e Inter maschia, Italia avanti

L'Italia del calcio respira, almeno per una sera. Lazio e Inter vanno avanti in Europa League e garantiscono una vetrina internazionale niente male, anzi necessaria per riprenderci quel posto in Champions scippatoci (da quest'anno solamente tre posti in Champions invece che quattro, con l'Udinese tra l'altro già fuori). Due partite, diverse però e molto: una, quella dei biancocelesti, conclusasi con una vittoria devastante, un 3-1 senza storie con un Petkovic sempre più interessante dal punto di vista tecnico-tattico; l'altra, un pareggio sofferto ma che evidenzia il carattere di una squadra che da oggi, è ufficiale, riprende ad essere la pazza Inter di sempre (semmai la gara con l'Hajduk avesse lasciato dubbi in merito).

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Povera Udinese: vittima di una magia

Purtroppo è finita così, con l'Udinese fuori dalla Champions, ma è eutanasia. Il rigore di Maicosuel  è una vera e propria magia fatta male e quando fai una magia sbagliata ti si ritorce contro si sa. E così niente qualificazione ma soprattutto niente iniezione di nuovi capitali per i Pozzo veri e propri imprenditori del calcio che dividono i loro interessi tra Udinese, Granada e Watford insomma una vera multinazionale con tre sedi mondiali. Del resto con quel parco osservatori così forte ed una politica alla gunners (valorizzare per poi incassare) avere altre due possibilità estere (Spagna e Inghilterra) dove far fruttare i propri investimenti non è idea da sottovalutare. 

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