Milan: povero Diavolo, che pena mi fai! Rialzarsi o rivoluzione

Sono giorni difficili, difficilissimi, quelli vissuti dal Diavolo rossonero. Giorni di riflessione sulle scelte scellerate e sregolate in sede di calciomercato. Giorni buoni per capire di che morte dovrà morire questa stagione e forse anche questa squadra, che a Gennaio prima e a fine Maggio poi, avrà bisogno di essere rivoluzionata. Bisognerebbe prima di tutto effettuare un trapianto di cuore rossonero in alcuni elementi, poi regolarizzare il battito di un Allegri fibrillante ed infine fare un check up completo a questa dirigenza per controllare che i valori di “milanismo” siano ancora abbastanza alti.

 

COSA NON VA IN CAMPO

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Attento Milan il Malaga non è il Chievo

Parto prendendo spunto dalle parole di Pellegrini “non siamo il Chievo” per analizzare i pericoli e le insidie che questo match presenta per i rossoneri. La vittoria schiacciante contro il Chievo ha galvanizzato ed esaltato tifosi e ambiente, Berlusconi è tornato a sorridere a fare addirittura i complimenti ad Allegri, Galliani promuove il suo allenatore sponsorizzandolo per il prossimo anno e vissero tutti felici e contenti. In realtà la fiaba rossonera potrebbe trasformarsi in pura tragedia quando stasera al 90’ l’arbitro Webb fischierà la fine di un incontro delicatissimo che si preannuncia intrigante davvero dal punto di vista tattico.

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Armenia-Italia 1-3: va bene così...per ora

Aver visto vincere l'Italia mi ha dato un po' di coraggio, non tantissimo si intende ma un po' si. Di sicuro c'è che la squadra è viva, ed anche se in maniera raffazzonata e a volte incomprensibile tatticamente ha portato a casa un risultato contro un Armenia per nulla arrendevole anzi a tratti più decisa del plotone azzurro. Ride Ces, anzi se la ride sotto i baffi (che non ha) perché di questi tempi vincere e convincere non è roba semplice, ci prova Zeman con la sua Roma ci riescono meglio forse Conte, Mazzarri, Montella e Petkovic che al momento sono i quattro allenatori che hanno convinto di più inquanto a continuità e bel gioco.

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Perché il fair play in Italia non esiste

Chissà quanti tifosi della Lazio avranno imprecato contro il loro beniamino Miro Klose per aver confessato: “Signor arbitro mi scusi ma ho fatto goal di mano”. Eppure questo dovrebbe essere un gesto normale in uno sport che purtroppo ormai in Italia normale non è. Se pensiamo che ci sono calciatori che nella storia recente hanno avuto il coraggio di vendere le partite per un pugno di migliaia di euro in più rispetto ai loro già ricchissimi emolumenti, capiamo bene che qualcosa qui non va. Di Klose in Italia non ce ne sono, o se ci sono vengono visti anche maluccio da compagni e tifosi, insomma lo si sa, la gente onesta in Italia passa per capra mica per quello che è realmente. La legge del più furbo insomma vince sempre e viene quasi da ridere a pensare che solo qualche giorno fa chi governava quella bella regione italiana (il Lazio) si sia reso protagonista di qualcosa che va oltre i confini della decenza, com’è che lo chiamavano er batman? Sarebbe meglio additarlo con un epiteto più appropriato come Er testa de ca…!

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Fallimento Milan, i flop del berlusconismo continuano inesorabili

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Accento milanese, vestito sempre perfettamente, mai un abito non intonato, una cravatta esotica, anche nell'abbigliamento casual ha nascosto sempre un lato glamour, sciccoso. Berlusconi è stato ed è questo, l'emblema del milanese medio: apparire più che essere. Apparire per un popolo un'ancora di salvezza per una barca che scivola via alla deriva, alla velocità del crescere del debito pubblico. Una nazione affogata dalla politica che si rifugia nella politica, nel politico, nel più grande statista degli ultimi decenni italiani: Silvio Berlusconi.

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