INTERVISTA - Di Grazia: "All'Akragas sto crescendo, preferisco fare il trequartista puro. Ho ancora 3 anni col Catania e sento forte il derby col Messina, occhio a Verde, Guerrieri e..."

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IDENTIKIT

 

Nome: Francesco Andrea Di Grazia

 

Data di nascita: 08/05/1996

 

Città: Catania

 

Altezza: 1.73

 

Peso: 69

 

Ruolo: Trequartista

 

Piede preferito: destro

 

Arma letale: Dribbling

 

Quotazione di mercato: €150.000

 

Procuratore: AlessandroMoggi/Francesco Romano

 

Andrea partiamo da una descrizione tattica del tipo di giocatore che sei, esterno offensivo d’attacco che può giocare sia a sinistra che a destra? Trequartista?

 

"Arrivato qui ad Agrigento, con Legrottaglie ho fatto la seconda punta nel 3-5-2, mentre poi con Rigoli gioco trequartista/esterno a destra. In realtà io tra le due fasce preferisco giocare a sinistra per poter rientrare col destro e provare il tiro. Il mio ruolo preferito è quello di trequartista, ma non ho problemi a giocare più decentrato."

 

 

Quali altri ruoli potresti ricoprire?

"Interno di centrocampo nel 4-3-3 è un ruolo che ho già ricoperto e negli allievi regionali ho giocato anche metodista."

Con Rigoli l’Akragas che tipo di calcio interpreta e se con il 4-3-3 che ben conosci dai tempi del Catania se facilitato e quanto di è servita la scuola etnea in questo senso

"Assolutamente, la scuola Catania mi ha aiutato davvero tanto, da mister Raciti a mister Pulvirenti, il quale mi ha iniziato a martellare sulla fase di non possesso, voleva che tornassi e che partecipassi molto più alla fase di non possesso. Così quando sono arrivato qui a gennaio, l’approccio al calcio che vuole Rigoli è stato più semplice. Il suo è un calcio fatto di possesso palla e ripartenze ed è su quest’ultima caratteristica che abbiamo fatto moltissimi gol e guadagnato molti punti."

Nell’Akragas finora mi pare tu abbia segnato sempre quando giocavi a destra, coincidenza? C’è qualche cosa che ti ha favorito nei gol?

"Il mister in particolare mi chiede sempre di attaccare la porta prima del difensore e questo mi ha aiutato nel realizzare le mie reti. A Catanzaro poi ho fatto il gol così come il mister mi aveva chiesto, ho proprio fatto bene a venire ad Agrigento."

Quant’è importante per un giocatore con le tue caratteristiche avere un Di Piazza in avanti? E’ capitato di aver provato qualcosa in allenamento che avete riprodotto perfettamente in campo?

"Matteo è uno molto veloce che ha caratteristiche simili alle mie in questo senso ma molta più fisicità, così io e Madonia abbiamo il compito di venire dentro al campo e sfruttare le sue giocate. In allenamento proviamo dei movimenti certamente che poi ci aiutano in campo."

Usate la tecnologia coma la video analisi per studiare l’avversario? E’ un lavoro che ti aiuta e se si come?

"Certamente sì, noi qui all’Akragas studiamo molto l’avversario, ci fa conoscere bene chi ci troveremo di fronte alla domenica, i punti di forza e di debolezza della nostra avversaria. Rigoli da questo punti di vista la prepara anche molto bene, è molto meticoloso, vediamo calci piazzati, come muovono la palla, rigori, gol fatti e subiti, insomma non tralascia praticamente nulla."

Tra i tutti i compagni che hai avuto in tutte le tue esperienza e gli avversari, ci indichi dei nomi di calciatori giovani che faranno carriera secondo te?

"Daniele Verde indubbiamente è fortissimo, sui miei compagni dico Fabrizio Scapellato e Mattia Rossetti che sono due grandi giocatori e se ne avranno la possibilità dimostreranno di saper giocare davvero bene al calcio. Tra i portiere sicuramente di molto forti ho trovato Guerrieri della Lazio, il mio ex compagno Kristjan Matosevic che è andato anche lui alla Lazio e il mio attuale compagno si stanza, Antonio Lo Monaco."

Domenica c’è il Messina, per un catanese doc cosa significa questa sfida e che motivazioni ci sono, se ce ne sono, ulteriori a quelle che hai normalmente?

"Indubbiamente per un catanese è una di quelle partite che si sentono di più; il derby è indubbiamente una partita molto più stimolante, ti dà un motivo in più per giocare e al meglio rispetto alle altre gare e solo chi è veramente catanese può capire la rivalità calcistica che c’è con il Messina."

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