INTERVISTE - Andrea Anelli: "Milan col 4-3-1-2 e un Hazard in più. Ci vuole chiarezza societaria su Berlusconi, Galliani e la faccenda Mr. Bee"

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Da sempre appassionato di calcio, uno di quelli che compra ancora la Gazzetta per sentirne il profumo e leggere su carta le gesta calcistiche italiane e internazionali. E' il collega giornalista ex collaboratore di Radio MilanInter Andrea Anelli il personaggio che intervistiamo quest'oggi, per avere un quadro completo e dettagliato su come stia andando questa stagione del Milan.

"Faccio un preambolo iniziale - esordisce così Andrea Anelli -  quando le cose non vanno molto bene, devi sempre chiederti come nasce quella squadra in estate, sotto quali indicazioni del tecnico e se queste sono corrisposte dalla società.  Iniziamo ad analizzare la stagione del Milan partendo quindi da Giugno scorso, dopo l'arrivo di Mihajlovic, il Presidente Berlusconi aveva dato una direzione tattica, quella delle due punte in avanti.

Così sono arrivati Bacca, un giocatore pagato forse un po' troppo vista l'età e la provenienza dalla Spagna che per definizione è un campionato da cui il Milan non ha pescato mai grossi colpi vedi Josè Mari e altri, Luiz Adriano giocatore che Mihajlovic ha dimostrato di non vedere bene per le caratteristiche del suo gioco, Balotelli.

Mihajlovic ha iniziato con il 4-3-1-2 cercando l'integrazione di questi giocatori e dopo le prime 7 gare i punti erano solo 9 e così si è passati al 4-3-3 e infine, dalla 14esima giornata, al 4-4-2 che se vogliamo è il modulo che dà più sicurezza ed equilibrio consentendo di coprire ottimamente tutte le zone del campo."

Ma ancora il Milan non sembra aver trovato la brillantezza di gioco che dovrebbe avere per blasone e storia:

"Vero, ma questo perché nonostante il 4-4-2 sia un modulo che da buone garanzie, gli interpreti in organico sono adattati a questa soluzione tattica, soprattutto sugli esterni: Bonaventura lo vedrei meglio da interno in un centrocampo a 3, dove potrebbe dare più qualità rispetto agli altri interpreti; Honda è un calciatore "non giudicabile", nel senso che è difficile capirne la collocazione tattica, del resto il giapponese che pure è uno dei migliori in quanto a sacrificio e abnegazione in allenamento, in campo non riesce a trovare una posizione in cui rendere al meglio a parte quei 6 mesi di gestione Inzaghi in cui ha dato il suo contributo alla causa, di lui rimane dunque il solo benefico in termini di marketing; Menez è un calciatore discontinuo al netto degli infortuni, che è sfuggito dalla pressione romana per rifugiarsi nella bella e tranquilla Parigi, dove una volta perso lo scettro di calciatore amato per i suoi tocchi di classe, è stato costretto a fare le valigie per portare il suo talento e la sua difficoltà nel reggere le pressioni a Milanello. Niang esterno è molto offensivo e poco adatto alla copertura in fase di non possesso."

Dunque secondo te, con l'organico attuale e con qualche intervento sul mercato, quale potrà essere il futuro tattico di questa seconda parte di stagione per il Milan e quale la spina dorsale della squadra?

"Io stravedo per il 4-3-1-2 e penso che il Milan potrà applicarlo acquisendo un nuovo terzino, visto che De Sciglio è un calciatore involuto che non può farsi saltare in quel modo da Lasagna, per ritornare sul campo descrivendo un'azione recente, ma deve sbloccarsi psicologicamente. Antonelli non si capisce bene che fine abbia fatto dato che al suo arrivo la passata stagione aveva dato molto, evidentemente Mihajlovic non lo vede. Servirà indubbiamente un centrale difensivo da affiancare al giovane Romagnoli ed un trequartista da pescare in una Big d'Europa in difficoltà ad esempio come il Chelsea, Hazard meglio di Oscar sarebbe l'identikit giusto. Per me infatti il trequartista non è un giocatore alla Soriano per capirci, che ha caratteristiche più fisiche che tecniche, ma un calciatore alla Savicevic, Boban, Rui Costa o Kakà.

La Spina dorsale dunque sarebbe Donnarumma onore al tecnico per aver avuto il giusto coraggio nel lanciarlo titolare, Romagnoli, De Jong e il trequartista."

Ecco parliamo di De Jong, come spieghi la sua situazione?

"Non me la spiego, è uno dei pochi giocatori di personalità in mezzo al campo, tutt'altra pasta rispetto a Montolivo che invece è uno che non regge la pressione nonostante abbia la fascia da capitano. Sarebbe un colpo di mercato reintegralo stabilmente nell'architettura tattica della squadra. "    

Gli aspetti societari rimangono comunque molto discutibili al momento, la situazione Barbara Berlusconi-Galliani, il caso Mr. Bee:

"Questo è il vero nodo della questione: una società come il Milan deve chiarire prima i ruoli e le strategie a livello societario e poi occuparsi strettamente della parte tecnica. Gli errori di mercato ci stanno, solo chi non prende decisioni non sbaglia, certo se pensiamo che dal fallimento del Villareal, la Fiorentina ha preso Gonzalo Rodriguez, Borja Valero e Rossi ed il Milan ha puntato su Zapata qualche dubbio sulle ultime scelte ti viene, detto questo bisogna chiarire bene i ruoli e non farsi prendere per il collo da un piccolo gruppo di procuratori dai quali la società sembra ormai pendere. La gestione della questione Stadio Portello Su Mr. Bee rimango allibito dalla gestione dell'operazione, premetto che parliamo di uno spostamento di milioni e milioni di euro che non lo fai mica in 24h ma da settembre ad oggi ancora va avanti questa querelle che ormai è diventata stucchevole."

Anche la gestione allenatori è sembrata un attimino precaria:

"Indubbiamente!  Partiamo da Seedorf: riporti a Milano un uomo che conosci a menadito avendolo avuto per 10 anni in squadra da calciatore, sai che ha un carattere forte e dunque se decidi di prenderlo devi sposare in pieno prima l'uomo e poi il tecnico. Io un'operazione da 2,5MLN l'anno per un esordiente non l'avrei soppesata così a cuor leggero, c'avrei pensato di più tanto più che per come è finita in tutto, la favola Seedorf è costata 10MLN potevi prendere almeno un calciatore con quei soldi. Passato Seedorf si è virato su Inzaghi che fino ad allora non aveva avuto alcuna esperienza in prima squadra. Aziendalista, aveva alcuni dello spogliatoio contro e la società piuttosto che sostenerlo non ne ha preso le difese, lasciando che le crepe che si erano create nello spogliatoio spaccassero la squadra. Non vorrei che anche Mihajlovic, sergente di ferro, faccia la stessa fine, pare che abbia già messo qualcuno al muro, se la società non si schiera in suo favore il destino del tecnico sembra segnato. "

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