Tapinho: il vero inno dei Mondiali contro razzismo e omofobia

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E’ sempre lui! Quel genio di Checco “Zalonao” ha confezionato l’ennesimo capolavoro, Tapinho. E’ la storia di un calciatore brasileiro alle prese con problemi di stitichezza e dunque costretto a combattere il razzismo in modo certamente diverso da

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I PRECEDENTI
Ricordate infatti come reagì il terzino della nazionale brasiliana al lancio di una banana in campo nei pressi del corner? La prese e la mangiò! Era un match di campionato tra Barcellona e Villareal, ne seguì nelle settimane successive un tam tam mediatico di parta internazionale, con i maggiori calciatori coinvoltisi con l’hashtag #SomosTodosMonos e #NoToRacism con tanto di fotografie che li ritraevano mentre mangiavano una banana. E poi il bacio tra Rakitic e Carriço durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Europa League? I due calciatori militanti nel Siviglia sconfissero proprio il BenFica in finale, le coincidenze della vita (link)


LA SCINTILLA E LA BOMBA
Magari è proprio da quelle foto che è scattata la scintilla nella testa di m… scusate, nella testa malata di Checco, che ha subito dato seguito all’idea con una musica brasileira sulla quale ricamare appunto la storia di questo campione do Brasil. Il povero Tapinho è nato con un grosso problema di stitichezza come dicevamo e per “sbloccarsi” e ritornare il vero bomber quale è, chiede aiuto al pubblico razzista invitandolo a lanciargli piuttosto che la solita banana un altro frutto “sbloccante. Una prugna, una mela cotogna, un’arancia, insomma qualcosa che lo aiuti a ritrovare il feeling con il bagno propedeutico a ritrovare il feeling sotto porta. Una bomba di canzone scoppiata all’inizio di questo Mondiale e destinata a diventare più famosa dell’inno ufficiale e del contro inno di Shakira.