La Mano de Dios

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Il calcio e la musica! La responsabilità di coniugare questi due ambiti è molto grande, premettendo che molti di noi considerano questi due aspetti fondamentali nella propria esistenza. Da dove iniziare? Cosa mostrare e approfondire per primo? Beh, la risposta è stata molto facile, partiamo da lui, Diego Armando Maradona! Diego non è stato per molti soltanto il miglior giocatore di calcio mai visto sulla faccia della terra, è stato anche un simbolo, un eroe, per un’intera nazione e ed un’intera città di un’altra nazione: Argentina e Napoli. C’è chi ancora oggi “vive di Diego” delle sue giocate inflazionate ormai sul web e prima ancora su tutte le TV e c’è chi avendoci vissuto aveva tratto dalla storia di questo grandissimo quanto controverso campione, una canzone molto amata.

Il video tratto dal film documentario di Kusturica

MARADO’ MARADO’

“La Mano de Dios” - la mano di Dio, come si sarebbe potuta chiamare altrimenti? Quella mano che spinse dentro la palla e condannò i malvisti inglesi, acerrimi nemici dentro e fuori dal campo (per saperne di più), consegnando il Mondiale messicano dell’86 alla propria nazione, l’Argentina. Insomma un vero paladino al quale Rodrigo Alejandro Bueno in arte El Potro, non poté non dedicare una ritmatissima canzone in pieno stile sudamericano. L’influenza latina del sound fa il paio con il testo, in cui viene descritta la nascita per volere divino del pibe de oro, la crescita calcistica votata al poter aiutare economicamente la famiglia, la voglia di affermazione e quella dannata “storia d’amore” ai limiti con la misteriosa dama bianca.

LA FINE DI BUENO (E QUELLA DI DIEGO)
Per poco scampato all’entrare nel club 27, quel macabro quanto epico club di cantanti che hanno abbandonato troppo presto questa vita (Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison solo per fare degli esempi eclatanti), Bueno morì appena dopo aver compiuto i 28 anni in un incidente stradale provocato da uno scontro contro un guard rail. Sulla sua morte però c’è più di un dubbio, perché Bueno impattò a bordo strada a causa di una manovra compiuta dallo stesso per superare un misterioso SUV bianco. La tragedia di Bueno fa il paio con la tragedia umana vissuta da Diego, che dopo aver smesso di giocare oltre ai problemi con i suoi procuratori, ne ebbe e molti con droga, fisco, giustizia, giornalisti, famiglia e squadre di calcio allenate. Ora Diego, el pibe de oro, fa l’ambasciatore dello sport negli Emirati e il giudice in un talent show alla ricerca di nuovi talenti calcistici proprio come La Mano de Dios, magari con qualche vizio in meno.

la versione originale cantata da Rodrigo Bueno

IL TESTO - LA MANO DE DIOS

“En una villa nació, fue deseo de Dios
crecer y sobrevivir a la humilde expresión
enfrentar la adversidad
con afán de ganarse a cada paso la vida
en un potrero forjó una zurda inmortal
con experiencia sedienta ambición de llegar
de cebollita soñaba jugar un Mundial
y consagrarse en Primera
tal vez jugando pudiera a su familia ayudar…

 

A poco que debutó
“Maradó, Maradó”
la 12 fue quien coreó
“Maradó, Maradó”
su sueño tenía una estrella
llena de gol y gambetas
y todo el pueblo cantó
“Maradó, Maradó”
nació la mano de Dios
“Maradó, Maradó”
llenó alegría en el pueblo
regó de gloria este suelo…

Carga una cruz en los hombros por ser el mejor
por no venderse jamás al poder enfrentó
curiosa debilidad, si Jesús tropezó
por qué él no habría de hacerlo
la fama le presentó una blanca mujer
de misterioso sabor y prohibido placer
que lo hizo adicto
al deseo de usarla otra vez
involucrando su vida
y es un partido que un día
el Diego está por ganar…

A poco que debutó
“Maradó, Maradó”
la 12 fue quien coreó
“Maradó, Maradó”
su sueño tenía una estrella
llena de gol y gambetas
y todo el pueblo cantó
“Maradó, Maradó”
nació la mano de Dios
“Maradó, Maradó”
llenó alegría en el pueblo
regó de gloria este suelo…

Olé, olé, olé, olé, Diego, Diego”.

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Traduzione.

“Nacque in una cittadina
fu un desiderio di Dio,
crescere e sopravvivere
con l’umile espressione,
affrontare le difficoltà
con l'affanno di guadagnarsi
ad ogni passo la vita,
in un campetto forgiò un mancino immortale
con sete di esperienza e l'ambizione di arrivare
da cebollita sognava di giocare un Mondiale (1)
e di consacrarsi in prima squadra
e giocando ogni tanto
poteva aiutare la sua famiglia…

Poco tempo e lui debuttò
“Maradò, maradò”
il 12 fu quello che intonò
“Maradò maradò”
il suo sogno aveva una stella
piena di gol e dribbling
e tutto il pubblico cantò
“Maradò, Maradò”
nacque la mano di Dio
“Maradò, Maradò”
seminó allegria nel popolo
annaffió di gloria questa terra.

Porta una croce sulle spalle
per essere il migliore
per non vendersi mai
al potere che affrontò
curiosa debolezza, se Gesù inciampò
perché lui non avrebbe dovuto farlo
la fama gli presentò una donna bianca (2)
di misterioso sapore e proibito piacere
che lo rese avvezzo
al desiderio di usarla ancora
compromettendo la sua vita
ed è una partita che un giorno
Diego ha intenzione di vincere

Poco tempo e lui debuttò
“Maradò, maradò”
la 12 fu quella che intonò
“Maradò maradò”
il suo sogno aveva una stella
piena di gol e dribbling
e tutto il pubblico cantò
“Maradò, Maradò”
nacque la mano di Dio
“Maradò, Maradò”
seminó allegria nel popolo
annaffió di gloria questa terra…”

(1) cipollina, così vengono chiamati i giocatori della squadra giovanile dell’Argentinos Juniors (Los Cebollitas)
(2) blanca mujer: letteralmente “donna bianca”, ovvero la cocaina